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IL
PICCOLO – ECONOMIA
DOMENICA, 18 SETTEMBRE 2005
L’IMPRENDITORE
DOVE VA L’INDUSTRIA
“QUESTA È UNA CITTÀ ACCOGLIENTE PER L’INIZIATIVA
ECONOMICA. IO GIRO IL MONDO E LO SO”
“DOPO IL PROTOCOLLO DI MONTREAL ABBIAMO CAMBIATO STRADA”
DAL SETTORE NAVALE E SIDERURGICO FINO ALL’INDUSTRIA ALIMENTARE:
PARLA IL CREATORE DI UNA AZIENDA GIULIANA DELLA REFRIGERAZIONE CHE PUNTA
LA SUA ATTIVITÀ SULLA INNOVAZIONE.
ZUDEK: A TRIESTE IL FREDDO È IL NOSTRO MESTIERE
IL BUCO NELL’OZONO? “NOI USIAMO UNA TECNOLOGIA ECO-COMPATIBILE”
DI PIERCARLO FUMANÒ
Alessandro Zudek, come è nata
la vostra azienda?
Zudek nasce nel 1989. Io sono nato frigorista e questo è il
mio mestiere. Progettiamo e costruiamo macchine frigorifere ideate
sulla base di un nostro progetto. Dopo una prima fase di avviamento
artigianale negli anni Novanta abbiamo cominciato a collaborare con
grossi gruppi industriali.
Un’impresa tutta triestina. Com’è andata?
Negli anni Novanta abbiamo lavorato molto per il settore navale, l’industria
cantieristica, grosse acciaierie come la Pittini. Nella siderurgia è stata
però un’esperienza con luci e ombre. Tuttavia, nonostante
le difficoltà del settore in quel periodo, siamo riusciti a
capitalizzare sul piano delle conoscenze tutti gli aspetti legati alla
tecnologia dell’impiantistica. È stato un periodo molto
importante per costruire il nostro futuro. Grazie proprio a questa
esperienza abbiamo potuto lavorare in seguito anche con colossi dell’acciaio
come la Danieli che produce acciaierie “chiavi in mano”.
Con il gruppo di Buttrio abbiamo girato il mondo per installare i nostri
impianti frigoriferi in cokerie e impianti. Abbiamo lavorato in Belgio,
Iran, Sud Africa.
Poi vi siete inseriti nelle costruzioni navali?
Gli anni Novanta sono stati rilevanti soprattutto per la nostra attività legata
alle costruzioni navali: per Fincantieri abbiamo realizzato grossi
impianti di raffreddamento ad esempio per piattaforme navali e gasiere.
Qual è l’utilizzo
di questi impianti frigoriferi giganti? Una tecnologia complessa.
Come dicevo, abbiamo iniziato proprio con le grosse realtà industriali
nel settore siderurgico e navalmeccanico. L’aria condizionata
sulle navi proviene da una macchina che raffredda l’acqua e viene
poi spinta in circolo. Negli impianti siderurgici le nostra tecnologie
servivano a raffreddare la cokeria attraverso procedimenti molto complessi:
tutti questi gruppi frigoriferi speciali devono poter lavorare ad alte
temperature in ambienti difficili. Le nostre macchine sono fatte su
misura.
Poi nel 1994 questo ciclo
si è interrotto:
come mai?
Nel 1994 è stato siglato il protocollo di Montreal che ha messo
al bando tutti i refrigeranti sintetici, come il freon 12 e 22, per
ragioni ambientali. Anche noi abbiamo dovuto fare i conti con il buco
dell’ozono. Per la nostra azienda si stava chiudendo un ciclo,
anche a causa della crisi nella cantieristica. Era necessario trovare
nuove tecnologie eco-compatibili in grado di aprire nuove prospettive
di mercato. E così ci è venuta l’idea di creare
una nuova macchina, la Varimatik, che abbiamo brevettato. Funziona
ad ammoniaca, il miglior refrigerante esistente, con una bassa carica
energetica. In sostanza Varimatik è un refrigeratore industriale
che va utilizzato dove esiste la necessità di creare risparmiando
energia.
Questo nuovo brevetto vi ha aperto nuovi spazi?
Un grosso aiuto ci è stato dato a Trieste dalla illycaffè che
ci ha consentito di installare il primo Varimatik nel 1994. Poi abbiamo
cominciato a lavorare per le industrie alimentari di trasformazione
della materia plastica. Un altro cliente importante è stata
la Linde di Trieste, che produce impianti di distillazione dell’aria.
E quindi dopo l’esperienza
con i grossi gruppi della siderurgia e della cantieristica avete
cambiato tecnologia e prodotto?
Esattamente: Varimatik, rispetto al frigo tradizionale, dimezza il
consumo energetico. Dopo la Illy abbiamo lavorato per importanti aziende
triestine come la Stock, la Sifra, la Pittway, le Latterie Friulane.
Insomma ci siamo integrati bene nel sistema economico triestino lavorando
per importanti imprese cittadine.
Quali sono le dimensioni e il costo di questi impianti di refrigerazione?
Un impianto di refrigerazione è grande come un intero container.
Parliamo del frutto di dieci anni di progettazione. Insomma possiamo
raffreddare tutto: pesci nella pescicoltura, vongole, pere, polli,
plastica, di tutto. Possiamo raffreddare il mare a 15 gradi sopra lo
zero per fare impianti di maricoltura e allevamenti ittici.
Quanto fatturate?
Il giro d’affari della Zudek è pari a quattro milioni
di euro all’anno. Per quanto riguarda la Clima Due gestiamo la
manutenzione e la piccola impiantistica.
Investite molto nella ricerca?
Al nostro interno lavorano ingegneri qualificati. La qualità del
nostro prodotto ci consentirebbe di costruire impianti di refrigerazione
anche per l’industria nucleare. Mi riferisco a tutte le parti
in pressione come scambiatori e raffreddatori fino al reattore.
Lavorate anche all’estero?
Va detto che non siamo esportatori diretti, ma lavoriamo per ditte
italiane, nostre committenti, che poi esportano tutto il pacchetto
completo all’estero. I margini di guadagno, grazie a Varimatik,
sono buoni anche per il fatto che non abbiamo molti concorrenti.
Attualmente stiamo operando per una ditta di Parma che sta realizzando
impianti di imbottigliamento per i soft drink in Centro America.
E in futuro state studiando nuovi prodotti?
Quest’anno stiamo proponendo un nuovo sistema di accumulo di
ghiaccio a circuito chiuso, che stiamo realizzando per un impianto
in allestimento nelle nuove cantine vinicole di Silvio Jermann sul
Collio goriziano. Il vantaggio è quello di accumulare il freddo
di notte per utilizzarlo di giorno quando arriva l’uva, riducendo
di cinque volte l’impiego di energia. Realizziamo questo impianto
in moduli di raffreddamento.
Trieste è accogliente per l’iniziativa
economica?
A Trieste tutti ci hanno dato una mano. Tutti quanti ci aiutano. Si
potrebbe stare meglio ma ci sono altre città che stanno peggio.
Io giro il mondo e lo so.
Scheda:
L’azienda triestina Zudek è stata fondata a Trieste nel
1989 ed ha legato la sua storia al mondo della refrigerazione: dalla
produzione alla gestione del freddo. La società, quest’anno
tra i dieci finalisti del premio Innovazione FVG indetto dalla Regione,
opera nella progettazione e realizzazione di impianti frigoriferi off
shore; nella realizzazione di impianti di processo dell’industria
chimica e nella refrigerazione navale sia civile che militare, oltre
alla realizzazione di centrali frigorifere per l’industria siderurgica
e per l’industria di trasformazione alimentare. Nella maggior
parte delle realizzazioni la Zudek ha inserito la propria tecnologia
di “gestione intelligente del freddo”, puntando e ottenendo
risparmi energetici importanti. Con uno stabilimento di 3.300 metri
quadrati, Zudek possiede una struttura operativa integrata, con una
ventina di dipendenti, nella zona industriale muggesana delle Noghere.
La società è guidata da Alessandro Zudek assieme a due
soci. Zudek ha impiegato per la prima volta la sua macchina Varimatik
per la produzione intelligente del freddo alla illycaffè di
Trieste, quando il gruppo del caffè decise di rimodernare ed
ampliare gli impianti. Zudek ha realizzato un sistema di produzione
dell’acqua refrigerata sulla base di questa nuova tecnologia: “Il
nostro è un ecorefrigeratore preveggente e che consuma meno”,
afferma Alessandro Zudek.
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